Identità di neuroni corticali indipendente dalla posizione

 

 

ROBERTO COLONNA

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 24 gennaio 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

L’architettura del cervello presenta alcune costanti e molte differenze fra le specie, e lo studio della sua costituzione e del suo significato funzionale è una fonte inesauribile di conoscenze sul rapporto tra morfologia e fisiologia. Durante l’ontogenesi, la posizione assunta dalle cellule nervose nel piano di organizzazione del sistema nervoso centrale e delle specifiche regioni e aree cerebrali ha un’importanza cruciale nella definizione della loro identità, che sarà sempre più specificata e dettagliata col procedere dello sviluppo fetale. Dopo la scoperta della neurogenesi nel cervello adulto dei vertebrati, e in quello umano in particolare, lo studio della possibilità di sostituire cellule nervose perdute per processi patologici con le cellule neoprodotte, ha reso ancor più importante comprendere quali caratteri di una classe di neuroni sono espressi per effetto di segnalazione locale e quali sono posseduti come identità molecolare indipendente dalla localizzazione.

Per indagare queste proprietà si impiegano varie strategie, fra le più recenti vi è lo studio del cervello di topi knockout per il gene EMl1, caratterizzato dalla presenza di classi di neuroni corticali eterotopiche, con localizzazioni anomale fuori della corteccia cerebrale. Sergi Roig-Puiggros e colleghi hanno condotto uno studio su questi topi, cercando di capire se e quanto la posizione del neurone nel contesto dell’architettura cerebrale condiziona il tipo di circuiti che può formare e la funzione che esprime. I risultati sono di sicuro interesse.

(Roig-Puiggros S. et al., Position-independent emergence of neocortical neuron molecular identity, connectivity and function

. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-025-02142-7, 31 December 2025).

La provenienza degli autori è la seguente: Department of Basic Neurosciences, University of Geneva, Geneva (Svizzera); INMED, INSERM, Aix-Marseille University, Turing Centre for Living Systems, Marseille (Francia); Department of Genetics and Evolution, University of Geneva, Geneva (Svizzera); Department of Psychiatry, University of Geneva, Geneva (Svizzera), Center for Neuroscience at Sorbonne University (NeuroSU), Paris (Francia); Institut National de Santé et de Recherche Médicale (INSERM), Paris (Francia); IBPS, Sorbonne University, Paris (Francia); INMED, INSERM, Aix-Marseille University, Turing Centre for Living Systems, Marseille (Francia); Clinic of Neurology, Geneva University Hospital, Geneva (Svizzera).

Denis Jabaudon, Sergi Roig-Puiggros e colleghi hanno indagato topi knockout per il gene EMl1, il cui cervello presenta gruppi di neuroni neocorticali localizzati in sedi anomale sottocorticali, che possono agevolmente essere analizzati in dettaglio per chiarirne la caratterizzazione molecolare e morfo-funzionale.

Il primo risultato emerso è che queste cellule della corteccia cerebrale murina in sedi sottocorticali mantenevano il contrassegno molecolare identitario, che consente di caratterizzarle e distinguerle da elementi cellulari appartenenti ad altre classi neuroniche con caratteri morfologici simili. Le connessioni assoniche di questi neuroni, costituite da fibre di fasci di proiezione a lunga distanza, erano assolutamente corrette, ossia ripetevano i caratteri delle connessioni delle cellule nervose omologhe omotopiche dei roditori a genotipo naturale.

Anche le proprietà elettrofisiologiche dei neuroni neocorticali localizzati in sedi sottocorticali presentavano assoluta coerenza con quelle attese, ossia per il normale ruolo corticale e la morfologia di connessioni a lungo raggio.

Sergi Roig-Puiggros e colleghi hanno poi potuto accertare che questi neuroni neocorticali ectopici, nel cervello dei topi knockout per il gene EMl1, si organizzavano in centri funzionali per l’elaborazione sensoriale, che riproducevano appieno le caratteristiche delle loro controparti site all’interno della corteccia nella trama dell’architettura fisiologica del cervello a genotipo naturale. Ma, ciò che ci appare particolarmente rilevante, è che queste cellule conservavano l’organizzazione somatotopica corrispondente alla mappatura fisiologica naturale del cervello murino e il tipo di responsività agli stimoli sensoriali degli omologhi ortoconnessi nelle sedi corticali proprie.

Gli esperimenti di silenziamento corticale hanno rilevato un altro aspetto molto importante: silenziando la corteccia cerebrale non si comprometteva la capacità di discriminazione sensoriale di questi neuroni, dimostrando non solo che questa funzione è indipendente dalla corteccia come insieme integrato di attività neuroniche, ma anche che nei knockout per il gene EMl1 i neuroni eterotopici sottocorticali costituivano i responsabili principali della diacritica sensitiva.

Sulla base di questi rilievi, gli autori dello studio concludono che possono emergere circuiti equivalenti in differenti configurazioni spaziali, cosa che consente ad architetture cerebrali diverse in specie diverse di convergere in un unico fine funzionale.

 

L’autore della nota ringrazia la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).

 

Roberto Colonna

BM&L-24 gennaio 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

 

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